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Societa' Lombarda degli Avvocati Amministrativisti.

Consiglio di Stato l’incontro periodico del Tavolo tecnico sul PAT.

A seguito del Tavolo tecnico sul PAT svoltosi presso il C.d.S., con la partecipazione di UNAA (per la quale erano presenti Daniela Anselmi e Patrizio Leozappa) sono emerse le questioni di seguito riportate:
1) Dopo una breve introduzione del Presidente Torsello, sono stati forniti i dati aggiornati sull’andamento del PAT. Il tasso di errore nei depositi si sta progressivamente abbassando e a settembre 2017 ha raggiunto il dato più basso (pari al 6,3%). L’errore più frequente rimane quello della mancata allegazione del Modulo di deposito alla PEC. Inoltre, è stato comunicato che il servizio informatico interno alla Giustizia amministrativa è stato rafforzato e che il nuovo portale, più moderno e funzionale, è tuttora in fase di elaborazione.
2) Con riferimento alle nuove modalità di pagamento del contributo unificato, l’obbligo del procedere esclusivamente tramite F24 Elide (previsto dal D.M. del 27 giugno 2017 del M.E.F., in attuazione del nuovo art. 192 del d.p.r. 115/2002) entrerà in vigore dal 1° novembre 2017. Sarà, tuttavia, previsto un periodo (che dovrebbe essere fino al 1° gennaio 2018) in cui sarà possibile continuare a depositare i contributi unificati già pagati anteriormente al 1° novembre 2017. Da 1° novembre in poi ogni pagamento dovrà avvenire secondo le nuove modalità. Sul sito della G.A. sono pubblicate le relative istruzioni.
3) La possibilità di visualizzare il fascicolo di I grado dal portale avvocati della schermata del ricorso in appello è in fase di studio.
4) E’ stato richiesto che unitamente all’avviso di pubblicazione sia allegato anche il provvedimento cui si riferisce. Ciò per evitare che il provvedimento, non ancora comunicato al difensore, sia visibile e consultabile sul motore di ricerca.

5) Quanto alla problematica, già sollevata in passato, relativa alla difficoltà di effettuare via PEC le notifiche rivolte agli enti pubblici (indotte dal numero, assai limitato, delle amministrazioni iscritte al Registro PP.AA.), è stato rappresentato che, per alcune amministrazioni strutturate a livello territoriale (ad es., INPS) e con legittimazione processuale delle singole sedi territoriali, l’impossibilità di iscriversi è legata al fatto che il sistema del Registro richiede una corrispondenza biunivoca tra un codice fiscale e una PEC mentre tali amministrazioni spesso hanno un unico codice fiscale.
Trattasi, evidentemente, di impedimento non valevole per la stragrande maggioranza delle amministrazione e, in particolare, per i Comuni. Per quanto la problematica esuli dalle competenze del Tavolo, si è comunque ritenuto di proporre che si raggiunga quanto prima una soluzione (normativa e tecnica) per permettere a tutte le amministrazioni, comprese soprattutto quelle con articolazioni territoriali, di potersi regolarmente iscrivere sul Registro. A questo punto occorre attribuire un altro termine entro cui le amministrazioni siano tenute a comunicare il proprio indirizzo PEC e prevedere, nel caso in cui ciò non avvenga, una forma sanzionatoria che potrebbe consistere in una responsabilità del dirigente preposto o nella possibilità di utilizzare per le notifiche, in via residuale, l’indirizzo presente sul registro IPA (con tutti gli inconvenienti per le amministrazioni che hanno comunicato su quel registro una pluralità di indirizzi PEC).